Ƹ̵̡Ӝ̵̨̄Ʒ.fє∂єяι...'s profile☆.•**•.¸(¯`•.¸*.♡★๔๏lςє ...PhotosBlogListsMore Tools Help

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    January 29

    (¯*°·.•·.volare.·•.·°*¯)

    Qualcuno ha detto che a volare troppo in alto si rischia di farsi male cadendo...può essere Ma quello che ho visto lassù,vale ogni dolore ricevuto precipitando a terra; vale che io sia qui,a vincere i miei giorni tra un ricordo passato e uno sguardo al futuro!

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    January 24

    »-(¯`v´¯)-» i passi dell'amore»-(¯`v´¯)-»

      
    <<Allora di che cosa volevi parlarmi?>>. Jamie alzò un braccio e cominciò ad aggiustarsi i capelli,che non si erano mossi di un millimetro. Io feci un profondo respiro,cercando di darmi un tono,ma non riuscii a esporre la mia richiesta così d’improvviso. <<Bene>>,esordii,<<così sei stata dagli orfani,oggi?>>Jamie mi guardò incuriosita. <<No. Ho accompagnato mio padre dal dottore>>.<<Sta bene?>>. Lei sorrise. <<In perfetta forma>>. Io annuii e guardai dall’altra parte della strada. La signora Hastings era rientrata in casa e non c’era nessuno nei paraggi. Il campo era libero,ma io non ero ancora pronto. <<E’ proprio una bella giornata vero?>>chiesi,in stallo. <<Si>>. <E’ anche calda>>. <<Perché te ne stai lì al sole?>>. Io mi guardai attorno,oppresso da una pressione crescente. <<Ma guarda,oggi non c’è nemmeno una nuvola in cielo…>>>. Questa volta Jamie non rispose e restammo seduti in silenzio per qualche istante. <<Landon>>,chiese lei infine,<<non sei venuto per parlare del tempo,vero?>>.<<No,infatti>>. <<Allora perché sei qui?>>. Il momento della verità era arrivato e io mi schiarii la gola. <<Ecco…volevo sapere se andavi al ballo di inizio anno>>. <<Oh>>fece lei. Dal tono sembrava che non sapesse nemmeno dell’esistenza di una cosa del genere. Io aspettai la sua risposta agitandomi sulla sedia. <<In realtà pensavo di non andarci>>,disse dopo un po’. <<Ma se qualcuno ti invitaste,ci andresti?>>. Le occorse un momento per rispondere. <<Non ne sono sicura>>,dichiarò,assorta. <<penso di si,se ne avessi l’occasione. Non sono mai stata ad un ballo di inizio anno fino ad ora>>. <<Sono divertenti>>,mi affrettai a dire. <<Non troppo,ma abbastanza>>. Soprattutto considerando le mie alternative. Lei sorrise dalla mia precisazione. <<Dovrei parlarne con mio padre,ma se lui fosse d’accordo,penso che potrei farlo>>. Sull’albero accanto alla veranda un uccellino cominciò a cinguettare insistentemente,come se sapesse che il mio posto non era lì. Mi concentrai su quel suono per calmare i nervi. Solo due giorni prima non mi sarei mai immaginato di poterci pensare,e invece ero lì,pronto a pronunciare le parole magiche. <<Ecco,vorresti venire al ballo con me?>>. La mia domanda la colse di sorpresa,me ne resi conto. Penso che credesse che il mio breve preambolo servisse ad introdurre l’offerta di un altro. Alcuni ragazzi mandavano avanti gli amici a “tastare il terreno”,per così dire,in modo da non trovarsi di fronte ad un eventuale rifiuto. Pur non essendo come le altre adolescenti,sono sicuro che Jamie conoscesse quella pratica,almeno in teoria. Invece di rispondere subito,lei lasciò vagare a un lungo sguardo. Io mi sentii assalire dallo scoramento,convinto che intendesse dirmi di no. La mia mente si riempì di immagini di mia madre,dei bagni e dei Carey e d’un tratto rimpiansi il modo in cui l’avevo trattata in quegli anni. Mi tornavano in mente tutte le volte in cui l’avevo presa in giro o avevo chiamato suo padre “fornicatore”,oppure mi ero preso gioco di lei alle sue spalle. Proprio quando ero al culmine della disperazione e mi chiedevo come avrei fatto a evitare Carey per cinque ore,lei tornò a guardarmi. Sorrideva leggermente. <<Mi piacerebbe>>,disse infine,<<ma a una condizione>>. Io mi preparai,sperando che non fosse qualcosa di tremendo. <<Quale?>>.<<Devi promettermi che non ti innamorerai di me>>. Capii che scherzava dal modo in cui rise e riuscii a trattenere un sospiro di sollievo. A volte,dovevo ammetterlo,Jamie aveva un senso dell’umorismo davvero spiccato. Sorrisi e le diedi la mia parola. […] Image Hosted by ImageShack.us">

    Avevo le spalle girate quando Jamie entrò,ma sentii la gente trattenere il fiato non appena lei comparve in scena. Se prima il pubblico mi era sembrato silenzioso,adesso era assolutamente immobile. Proprio in quel momento con la coda dell’occhio notai che il mento di Hegbert tremava per la commozione. Mi preparai a voltarmi e quando lo feci,capii il motivo di quello stupore generale. Per la prima volta da quando la conoscevo,Jamie non aveva i capelli raccolti in una coda. Le scendevano morbidi sulla schiena,più lunghi di quanto pensassi. Era cosparsi da un velo leggero di brillantini che rifletteva le luci del palcoscenico come un’aureola di cristallo. La sua chioma color miele risaltava contro il bianco dell’abito,creando un contrasto celestiale. Non sembrava più la ragazza con la quale ero cresciuto. Aveva un trucco leggero che le ammorbidiva i lineamenti. Sorrideva enigmaticamente,quasi custodisse un segreto,proprio come richiedeva la parte. Sembrava davvero un angelo. Rimasi a bocca aperta a guardarla per quella che mi parve un’eternità,ammutolito dallo stupore,quando infine mi ricordai della mia battuta. Feci un profondo respiro e la pronunciai lentamente. <<Sei bellissima>>.,dissi,convinti che tutti gli spettatori,dalle dame con i cappelli azzurrini in prima fila ai miei amici in fondo,avessero capito che parlavo sul serio. Per la prima volta avevo interiorizzato la battuta. […] Image Hosted by ImageShack.us">

    Il giorno successivo passai da lei e per prima cosa notai era che la macchina di Hegbert non era posteggiata nel vialetto. Quando lei mi aprì la poeta non le chiesi nemmeno se potevo entrare. <<Ciao Landon>>,mi salutò come faceva sempre,quasi fosse sorpresa di vedermi. Aveva i capelli sciolti sulle spalle e io lo interpretai come un buon segno. <<Ciao Jamie>>,dissi in tono disinvolto. Lei indicò le sedie. <<Mio padre non c’è,ma possiamo sederci in veranda,se vuoi..>>. Non chiedetemi come accadde, perché non me lo spiego ancora. Un attimo prima ero davanti a Jamie in procinto di avviarmi sul lato della veranda e quello dopo,invece di spostarmi verso le sedie,avevo fatto un passo di lei prendendola per mano. Poi la guardai intensamente,avvicinandomi ancora di più. Lei non indietreggiò ma sgranò lievemente gli occhi e per un attimo mi chiesi se non avessi fatto la mossa sbagliata e se non fosse il caso di tornare indietro. Mi fermai e sorrisi,inclinando la testa di lato e subito dopo vidi che lei aveva chiuso gli occhi e piegato a sua volta il capo e che i nostri visi erano sempre più vicini. Non fu certo un bacio lungo come quelli che si vedono nei film,ma a modo suo fu meraviglioso e tutto quello che rammento di quell’attimo fu che,quando le nostre labbra si toccarono per la prima volta,seppi che ne avrei serbato per sempre il ricordo. […] Image Hosted by ImageShack.us">

    Eravamo quasi arrivati a casa sua quando mi fermai e la strinsi a me. La baciai,poi ci staccammo e lei chinò lo sguardo a terra le misi un dito sul mento,facendole alzare la testa e costringendola a guardarmi. <<Tu sei una persona meravigliosa,Jamie. Sei bella,generosa,gentil…sei tutto quello che vorrei essere io. Se agli altri non piaci,o se ti trovano strana,è un problema loro>>. Nella luce grigiastra di una fredda giornata invernale vidi il suo labbro inferiore che cominciava a tremare. Anche il mio faceva lo stesso e ad un tratto sentii che il mio cuore batteva più forte. La guardai negli occhi,sorridendole pieno di sentimento,sapendo di non poter tenermi più dentro le parole. <<Ti amo Jamie>>,le dissi. <<Sei la cosa migliore che mi sia mai capitata>>. Era la prima volta che dicevo quelle parole ad una persona estranea alla mia famiglia. Pensavo che sarebbe stato difficile farlo,ma non fu così. Non mi ero mai sentito più sicuro dei miei sentimenti. Non appena le ebbi pronunciate,Jamie chinò il capo e scoppiò a piangere,appoggiandosi contro di me. L’abbracciai chiedendomi cosa mai fosse successo. Era sottile e per la prima volta mi accorsi che potevo circondarla facilmente con le braccia. Era dimagrita nell’ultima settimana e mezzo e ricordai di averla vista sfiorare appena il cibo. Cominciò a piangere sul mio petto per quella che mi parve un’eternità. Non sapevo più cosa pensare. Però non mi pentii delle mie parole. La verità era la verità e le avevo promesso di non mentirle mai più. <<Ti prego non dire così>>,mi implorava. <<Ti prego…>>. <<Ma è la verità…>>protestai,pensando che non mi credesse. Il suo pianto si fece ancora più forte. <<Mi spiace>>,bisbigliò tra i singhiozzi. <<Mi dispiace tanto…>>. La gola mi si seccò di colpo. <<Perché ti spiace?>> le chiesi,desiderando disperatamente capire che cosa mai la turbasse. <<E’ forse per via dei miei amici e di quello che diranno?non me ne importa più niente…davvero>>. Cercavo una spiegazione qualsiasi,confuso e,si…spaventato. Lei impiegò ancora un minuto a smettere di piangere e alla fine mi guardò. Il suo bacio fu lieve,come l’alito di un passante in una via cittadina,poi mi accarezzò la guancia.<<Non puoi essere innamorato di me,Landon>>,disse con gli occhi rossi e gonfi di pianto. <<Possiamo essere amici,uscire insieme…ma non puoi amarmi>>. <<Perché no?>>gridai con voce roca,senza riuscire a capire. <<Perché>>,disse lentamente,<<sono molto malata,Landon>>. L’idea era così estranea che non comprendevo la portata della sua affermazione. <<E allora?ti curerai…>>. Un sorriso triste le attraversò il viso e allora capii che cosa voleva dirmi. Senza distogliere gli occhi dai miei,pronunciò infine la frase che stordì la mia anima. <<Sto morendo Landon>>. […] Image Hosted by ImageShack.us">

    Un venerdì sera la invitai a cena a casa mia. La mamma si sedette a tavola con noi e dopo mangiato se ne andò in salotto per lasciarci soli. Era bello stare seduto lì con Jamie e sapevo che anche lei era contenta. Non era uscita spesso negli ultimi tempi e quello era un diversivo. Da quando mi aveva raccontato della malattia, Jamie aveva smesso di portare i capelli raccolti e l’effetto per me era ancora stupefacente come la prima volta. Lei stava guardando lo stipo con le porcellane quando allungai il braccio e le presi la mano. <<Grazie di essere venuta>>,dissi. Lei tornò a guardarmi. <<Grazie di avermi invitata>>. Feci una pausa. <<Come sta tuo padre?>>. Jamie sospirò. <<Non troppo bene. Sono preoccupata per lui>>, <<Ti ama molto,sai>>. <<Lo so>>. <<E anch’io>>,aggiunsi e lei distolse lo sguardo. Sentirselo dire sembrava spaventarla ancora. <<Continuerai a venire a casa mia?>>mi chiese. <<Anche dopo,sai,quando…>>. Io le strinsi la mano,non forte,ma per farle capire che stavo parlando sul serio. <<Risarò finché mi vorrai>>. <<Non dobbiamo continuare a leggere la bibbia,se non vuoi>>. <<No>>mormorai. <<Penso sia giusto>>. Lei sorrise. <<Sei un buon amico,Landon. Non so che cosa farei senza di te>>. Mi strinse la mano,restituendomi il favore,. Seduta di fronte a me era raggiante. <<Ti amo Jamie>>,ripetei,ma questa volta lei non si spaventò. I nostri occhi si incontrarono e vidi che i suoi si illuminavano. Lei sospirò e distolse lo sguardo,poi si passò la mano tra i capelli e infine si girò di nuovo verso di me. Io le baciai la mano,sorridendole. <<Anch’io ti amo>>,bisbigliò infine. Erano le parole che avevo implorato di sentire. […] Image Hosted by ImageShack.us">

    <<Ciao Landon>>,disse con voce flebile. <<Grazie di essere tornato>>. Presi una sedia e mi misi vicino a lei,prendendole la mano. Nel vederla lì sdraiata mi venne un groppo alla gola e provai il desiderio di mettermi a piangere. <<Ero qui prima,ma dormivi>>,le spiegai. <<Lo so…mi spiace. Non riesco proprio a fare altrimenti>>. <<Non preoccuparti>>. Lei sollevò lentamente la mano e io gliela baciai,poi mi chinai in avanti e la baciai anche sulla guancia. <<Mi ami?>>le chiesi. Lei sorrise. <<Si>>. <<Vuoi farmi felice?>>mentre glielo domandai,sentii il cuore accelerare,come impazzito. Lei distolse lo sguardo,aveva il volto solcato dalla tristezza. <<Non so se sono più in grado di farlo>>. <<Ma se potessi lo faresti?>>. Non riesco a descrivere in maniera adeguata l’intensità dei sentimenti che provavo in quel momento. Amore,rabbia,tristezza,speranza e paura si mescolavano nel mio animo,acuiti dal nervosismo, Jamie mi lanciò un’occhiata incuriosita e il mio respiro si fece affannoso. Tutto d’un tratto mi resi conto che non avrei mai sperimentato nei confronti di un’altra persona un trasporto altrettanto forte. Mentre le restituivo lo sguardo,questa consapevolezza mi fece desiderare per l’ennesima volta di poter cambiare le cose. Sarei stato pronto a scambiare la mia vita con la sua. Volevo comunicarle i miei pensieri,ma il suono della sua voce tacitò le emozioni che si agitavano dentro di me. <<Si>>,disse infine,con la voce debole eppure ancora piena di promesse. <<Lo farei>>. Ritrovato il controllo,la baciai di nuovo,poi le posai una mano sul viso,accarezzandole delicatamente la guancia. Rimasi stupito dalla morbidezza della sua pelle,dalla gentilezza che vidi nei suoi occhi. Era perfetta anche in quel momento. Un altro nodo si stava formando in gola,ma come ho detto,sapevo quello che dovevo fare.  Dato che dovevo accettare il fatto che non era in mio potere guarirla,quello che volevo fare era darle qualcosa che lei aveva sempre desiderato. Era ciò che il mio cuore aveva continuato a suggerirmi. Allora capii che Jamie mi aveva dato già la risposta che stavo cercando,che il mio cuore aveva bisogno di trovare. Mi aveva dato la risposta la sera in cui eravamo rimasti seduti fuori dell’ufficio di Mr Jenkis aspettando di entrare per parlargli della recita. Sorrisi e lei mi manifestò il suo affetto stringendomi la mano,come per infondermi coraggio per quello che stavo per fare. Fiducioso,mi chinai su di lei e inspirai profondamente. Quando espirai,queste furono le parole che uscirono dalle labbra con il mio respiro. <<Mi vuoi sposare?>>. […] Image Hosted by ImageShack.us">

    La porta della chiesa si aprì e io vidi Jamie,seduta sulla carrozzella con a fianco un’infermiera. Con tutta la forza che le rimaneva,si alzò,tremando,sostenuta dal padre. Poi,lentamente,si incamminarono lungo la navata,mentre tutti in chiesa trattenevano il fiato per l’emozione. A metà della navata,Jamie d’un tratto parve affaticata e si fermò a riprendere fiato. Chiuse gli occhi e per un momento temetti che non ce la facesse. So che passarono solo dieci o dodici secondi,ma mi sembrarono molti di più e alla fine lei fece un lieve cenno con il capo e ricominciò a muoversi,sostenuta da Hegbert. Il mio cuore traboccava di orgoglio. Ricordai che pensai che erano i passi più difficili che nessuno avesse mai intrapreso. Ma erano soprattutto i passi dell’amore. […] Image Hosted by ImageShack.us">

    Hegbert ci guardò mentre ci scambiavamo gli anelli e poi,quando fummo pronti,ci dichiarò marito e moglie. Io baciai la sposa dolcemente,mentre mia madre ricominciava a piangere,poi strinsi la mano di Jamie nella mia, davanti a Dio e al mondo le avevo promesso il mio amore e la mia devozione,in salute e in malattia,e non mi ero mai sentito meglio. Fu il momento più memorabile della mia vita. Image Hosted by ImageShack.us">

    Sono passati quaranta anni e ricordo ancora ogni particolare di quella giornata. Forse adesso sono più vecchio e quindi più saggio,forse ho condotto un’altra vita da allora,ma so che quando alla fine arriverà la mia ora,i ricordi di quella giornata saranno le ultime immagini che scorreranno nella mia mente. L’amo ancora,sapete,e non mi sono mai tolto l’anello. In tutti questi anni non ho mai sentito il desiderio di farlo. Respiro a fondo,inalando la fresca aria primaverile. Sebbene Beaufort sia cambiata come me,l’aria è rimasta la stessa. E’ l’aria della mia infanzia,l’aria del mio diciassettesimo anno e quando alla fine rilascio il respiro,torno ad avere cinquantasette anni. Ma va bene così. Sorrido tra me,guardando il cielo,sapendo che c’è ancora una cosa che non vi ho detto:adesso credo che i miracoli si possano avverare. Image Hosted by ImageShack.us"> 

    January 18

    ☆•´¯★come voglio★¯`•☆

    Gira il vino rosso che mi bagna i pensieri,
    il sapore del sushi che mi insegue da ieri
    quella torta di mele che rimpiango da tempo
    ci penso ritornava in mente l'inverno

    Quante sere luci spente, discussioni sul divano,
    caminetto, un bicchiere, le emozioni.
    In macchina la musica scegli e te ne vai,
    ci vediamo stasera domani o forse mai

    Sai che, se provo a dirti che mi fai paura,
    che non capisco cosa voglio mentre tu sei più sicura,
    non so il perchè ma a volte,
    gioco con la sorte apro a sfondo porte.

    E' come se mi trovassi sempre sul filo
    in equilibrio costante tra il banale e lo stilo.
    Mi emoziono sempre nello stesso modo,
    sempre quella stessa voce che mi manca di nuovo.

    Non so cosa voglio non so,
    Indeciso su cosa fare.
    Alla fine mi deciderò e come farò è solo da scoprire.

    Tutti i sogni che farò..
    quanti colpi prenderò..
    Dove e come me ne andrò..
    Me li porterò con me.

    I sorrisi che mi dai..
    tutto quello che vorrai..
    Dove e come me ne andrò..
    Me li porterò con me..

    Se di sbagli ne farò
    se troppi amori incontrerò
    se li perderò li ritroverò
    all'inizio di un giorno..

    Se tanti passi non farò
    se troppi amori sbaglierò
    se li perderò mi ritroverò
    all'inizio di un giorno..

    Oggi resto in uno stato d'animo sereno,
    sto tentando di seguire il ritmo di ogni mio pensiero 
    Molto più tempo da passare con me, con te
    le coperte e il calore che c'è

    Il ricordo sbiadito del un sogno di un minuto fa,
    come stavo, se ci stavo
    volavo sulla città

    Il profumo di caffè che aleggia dentro la mia stanza,
    come esca che mi pesca attaccato sulla lenza.

    L'acqua che si scalda lo specchio che si appanna
    seduto nella doccia con la radio che ti incanta,
    in piedi per godere di quello che mi son perso
    troppo tempo che mi sveglio in ritardo che tergiverso

    Ho troppe risposte a cui domande non ho
    Ho troppe domande a cui risposte non so
    Come a tredici anni che giocavo senza regole
    quando quel mio amico mi spiegava come crescere
    le strade del mattino mi accompagnano
    Quei percorsi delle scuole che non cambiano
    Ognuno al suo posto che ogni volta riconosco
    persone sempre uguali mentre cresco. 

    Tutti i sogni che farò..
    quanti colpi prenderò..
    Dove e come me ne andrò..
    Me li porterò con me.

    Quei sorrisi che mi dai..
    tutto quello che vorrai..
    Dove e come me ne andrò..
    Me li porterò con me..

    Se di sbagli ne farò
    se troppi amori incontrerò
    se li perderò mi ritroverò
    all'inizio di un giorno..

    Se tanti passi non farò
    se troppi amori sbaglierò
    se li perderò mi ritroverò
    all'inizio di un giorno..

    Per cercare di capire quello che sarò
    e cercare di capire quello che non so.
    e provare a fare tutto quello che farò
    Come Voglio, come voglio

    January 14

    primissimo intervento

    ed eccomi qui...finalmente anke io ho creato il mio blogghino,l'avevano fatto tutti,mancavo solo io!premetto ke nn amo far saxe a tt le mie cose qnd sarò il più discreta possibile,ma cercherò di aggiornarlo qnd posso!adesso vi lascio 1 mega kiss
    Feffy