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Mi fissò a lungo, dubbioso, prima di rispondere.
<<Non ti ricordi cosa ti ho detto una volta?>>.
<<Ricordo tutto quello che mi hai detto>>.
Comprese le parole con cui aveva cancellato tutto.
Mi sfiorò il labbro inferiore con la fredda punta del dito.
<<Bella, temo che tu sia vittima di un equivoco>>.
Chiuse gli occhi, scosse la testa avanti e indietro e accennò un sorriso.
Ma non sembrava allegro.
<<Pensavo di avertelo già spiegato chiaramente.
Non sono in grado di vivere se al mondo non ci sei tu,Bella>>.
<<Lo vedevo nel tuo sguardo,
sembravi sinceramente convinta che non ti volessi più.
L’idea più assurda e ridicola…
come se io potessi mai trovare il modo di esistere senza aver bisogno di te!>>
Ero ancora impietrita. Le sue parole erano incomprensibili, perché impossibili.
Mi diede un altro strattone, quel poco che bastava a farmi tremare i denti.
<<Bella>>, sospirò. <<Davvero cosa pensavi?>>.
A quel punto scoppiai a piangere.
Le lacrime di tristezza si addensarono e iniziarono a rigarmi le guance.
<<Lo sapevo>>, singhiozzai. <<Sapevo che era un sogno>>.
<<Sei incredibile>>, disse e fece una risata nervosa, irritata.
<<Cosa devo fare per convincerti?
Non stai dormendo e non sei nemmeno morta.
Sono qui e ti amo. Ti ho amata sempre e sempre ti amerò.
Ho pensato a te, visto il tuo volto nei ricordi,
durante ogni minuto di lontananza.
Dirti che non ti volevo più è stata una terribile bestemmia>>.
<<Prima di te, Bella, la mia vita era una notte senza luna.
Molto buia, ma con qualche stella: punti di luce e razionalità…
poi hai attraversato il cielo come una meteora.
All’improvviso tutto ha preso fuoco: c’era luce, c’era bellezza.
Quando sei partita,
la meteora è scomparsa dietro l’orizzonte e il buoi è tornato.
Non era cambiato nulla, ma i miei occhi erano rimasti accecati.
Non vedevo più le stelle. Niente aveva più senso>>.
Desideravo credergli.
Ma stava descrivendo la mia vita senza lui, non il contrario.
<<Va bene. Lasciamo perdere il limiti temprali.
Se vuoi che sia io a compiere il gesto…lo farò ma a una condizione>>.
Mi sentii mancare la voce. <<Quale?>>.
Il suo sguardo era prudente. Parlò lentamente: <<prima sposami>>.
Restai a fissarlo, in attesa.<<Okay. E’ uno scherzo>>.
Sospirò. <<così mi ferisci, Bella. Ti chiedo di sposarmi e la metti sul ridere>>.
<<Edward, per favore, sii serio>>.
<<Sono serio al cento per cento>>.
Mi lanciò un’occhiata che non lasciava spazio alle battute.
<<E dai>>, risposi con un velo di isteria nella mia voce.
<<Ho soltanto diciotto anni>>.
<<Bé, io quasi centodieci. E’ ora che metta la testa a posto>>.


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